Approfondimento: Il bastone e il coltello pugliese..

Le discipline del COLTELLO e del BASTONE PUGLIESE -Metodo Trimigno / Manfredonia
sono tra le più apprezzate tradizioni popolari italiane di combattimento – o più esattamente – di scherma / autodifesa col bastone ( di lunghezza 100 / 120 cm e 50 / 60 cm ) e di scherma di coltello che siano state tramandate praticamente fino ai nostri giorni.

– Le tradizioni popolari del Bastone e del Coltello Pugliese – Metodo Trimigno

Non si conoscono con certezza le origini della scherma di Bastone e della scherma di Coltello Pugliese in quanto, per tradizione, queste arti potevano tramandarsi solo praticandole e per via orale. Sin dagli inizi del ‘900 si ha però notizia di persone che in Puglia utilizzavano il bastone in maniera magistrale e di altri che, invece, sapevano “tirare” di coltello in modo eccellente.
Fino a fine anni ’70 anche a Manfredonia, nel Gargano, il bastone e il coltello tradizionale pugliese sono stati tramandati unicamente all’interno di ristretti circoli sociali al di fuori di qualsiasi contesto sportivo e a tal riguardo non si può fare a meno di accennare almeno ai cosiddetti “Uomini di Vita”***.
Generalmente l’insegnamento di queste Arti partiva con una lunga pratica nell’ addestramento del bastone che era in legno duro (in genere di faggio, quercia o frassino) di lunghezza variabile (normalmente dai 100 ai 120 cm) e sagomato a forma di tronco di cono. Vi era inoltre un bastone più corto (normalmente di lunghezza 50/60 cm) chiamato “manichetto” praticato in modo specifico all’interno della famiglia Trimigno. Solo dopo un lungo periodo di pratica nell’addestramento del bastone e solo quando si era certi delle sue qualità morali il novizio poteva iniziare l’allenamento sul coltello, con tecniche tramandate unicamente all’interno della stessa famiglia.
Tuttavia, generalmente il padre non insegnava al figlio; lo zio aveva il compito di prendersi in carico dell’educazione e della formazione del nipote. Il ragazzo iniziava il suo percorso per imparare e diventare “apprendista”.
Evitando l’insegnamento direttamente dal proprio padre, il figlio avrebbe sempre rispettato e temuto le capacità del genitore, senza mai combattere con lui.
Nella tradizione, il padre può essere eletto consigliere del proprio figlio, ma mai suo mentore diretto nell’arte del bastone e del coltello.
La scherma di coltello e di bastone pugliese Metodo Trimigno, diretta attualmente dal Capo-Scuola (o Capo-Bastone) Luciano Trimigno, affonda le proprie radici nel periodo del primo novecento. Michele Trimigno, suo nonno, oltre a praticare l’arte antica della scherma di coltello, è stato il primo a codificarne le tecniche e a creare una vera e propria materia di studio. Nel tempo, alla scherma di coltello, il Maestro Michele vi ha affiancato la scherma di bastone e di “manichetto” (bastone corto) quest’ultima migliorata negli anni successivi dallo stesso Maestro Luciano Trimigno, creando così un binomio che continua tuttora con successo in tutto il mondo.
Il maestro Luciano Trimigno, oggi, è il divulgatore di queste arti, avvalendosi dei suoi collaboratori presenti in quasi tutta Italia e in vari paesi del mondo.
Oggi, la scuola Trimigno è impegnata non solo nel divulgare la parte tecnica di queste arti, ma anche il significato spirituale; arte antica, usata per proteggere il debole, e che, ancora oggi, conserva il proprio spirito e significato.

– Le discipline sportive del Bastone e del Coltello Pugliese

Nel 2010, grazie al Maestro Luciano Trimigno ed al suo staff tecnico tra cui, soprattutto, il Maestro Bruno Angarano, nasceva la disciplina sportiva di scherma interstile con simulacri di bastone denominata “Bastone Pugliese” ed il 30.5.2010 si disputava a Imola (BO) il 1° Torneo di Bastone Pugliese CNSLibertas.
[06/10/2026 09:59] Lau: In questo modo si può offrire al praticante maggiori occasioni di divertimento, socializzazione e miglioramento e creare un punto di incontro e collaborazione tra tutte le realtà associative in cui si praticano arti marziali e sport di combattimento col bastone e/o col coltello e attrezzi similari. Nel 2020 veniva codificata anche la disciplina sportiva interstile del “Coltello Pugliese” ed attualmente queste due discipline sportive / specializzazioni del Metodo Trimigno, risultano regolamentate in un unico Regolamento Organizzativo, di Arbitraggio e di Gara .

***Gli “Uomini di Vita”
erano uomini che un tempo a Manfredonia e nei suoi dintorni si ergevano a protettori della gente piu’ umile e si definivano e volevano essere chiamati “Uomini di Vita” per rimarcare la loro estraneità al mondo della malavita; questi uomini venivano chiamati dalla gente comune al posto dei professionisti del settore per intercedere e per risolvere problemi di varia natura (ad es.: familiare, legale, amministrativa o di delinquenza). Non chiedevano compensi in denaro per la loro opera ma solo rispetto; erano talmente importanti e rispettati dalla gente che spesso anche le Forze dell’Ordine ne chiedevano la collaborazione per risolvere storie di ordinaria delinquenza.
Capitava anche che questi “Uomini di vita” si opponessero a gruppi di uomini di malaffare locali o provenienti da territori limitrofi con lo scopo di imporre i loro comandi nella città di Manfredonia. A causa della mancanza di fonti scritte che erano vietate (in quanto tutta la conoscenza doveva trasmettersi tradizionalmente per via orale e per pratica diretta) poco o nulla si sa di questi “Uomini di Vita” anche se tutti li conoscevano e portavano loro quel rispetto chiesto o posto volontariamente. Si sa che questi uomini avevano il culto del coltello e del bastone, armi che sapevano adoperare magistralmente e in modo estremamente efficace ed imprevedibile con movenze fatte di gesti atletici ed eleganti, che utilizzavano al solo fine di proteggere se stessi e la gente che si affidava loro per rivendicare giustizia per i torti subiti. Il loro mondo si basava anche sulle cosiddette “favelle” ossia cantilene contenenti particolari codici verbali che permettevano agli “Uomini di Vita“ di riconoscersi tra loro e che regolavano il loro comportamento in determinate circostanze di vita quotidiana e nella società. Nelle “favelle” è anche presente la leggenda di tre Cavalieri (forse ufficiali dell’esercito spagnolo) che dalla Sicilia alla Puglia, passando per la Calabria e la Campania, avrebbero cercato di sollevare il popolo contro i dominatori francesi del tempo e, a tale scopo, avrebbero insegnato loro l’uso del coltello e ad adattare i principi della scherma al bastone.

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